Fotocamera per eventi · reels automatico
Ogni evento ha la sua cartella. Gli scatti non entrano nel rullino. I reels e i video vengono montati con l'app in automatico grazie all'AI.
Nessun account · nessun cloud obbligatorio · i file restano sul telefono
Dove finisce quello che scatti
Il problema
Un evento produce centinaia di scatti che nel rullino si infilano fra screenshot, foto di famiglia e video privati fatti negli stessi giorni. Recuperarli dopo significa scorrere all'indietro per settimane, spuntarli uno a uno e sperare di non saltarne nessuno — o di non cancellarne uno per sbaglio mentre fai spazio.
Fotocamera di sistema
In viola gli scatti dell'evento. Il resto è vita privata, nello stesso posto.
EventCam
Dentro l'evento c'è solo l'evento. Il rullino non viene toccato.
PASSO 01
Basta un nome. Puoi rinominarlo in qualsiasi momento: i contenuti restano legati all'evento, non al testo.
PASSO 02
Il pulsante principale apre sempre la fotocamera nell'evento aperto. Ogni file viene scritto per intero prima di comparire nella griglia.
PASSO 03
Scegli la musica e la durata, da un minuto a dieci: l'app prende le clip dell'evento, le tiene in ordine cronologico e taglia a tempo. Tu non monti niente.
PASSO 04
Condividi quello che serve, esporta tutto, o manda al Mac un unico ZIP già ordinato per giornate.
Organizzazione
Nella schermata «I miei eventi» ogni progetto è una scheda con la sua copertina e il numero di contenuti. Dentro, la griglia si legge per giornate: ogni giornata ha la sua intestazione con data, quante foto, quanti video e da che ora a che ora avete lavorato. Il terzo giorno non si confonde con il primo.
Un cantiere seguito per mesi e una festa di una sera funzionano allo stesso modo: riapri l'evento e continui ad aggiungere, senza che nulla si mischi con il resto.
Scorrendo la griglia l'intestazione della giornata resta in alto: sai sempre di che data sono le foto che stai guardando. Toccala e resta solo quel giorno — utile quando il cliente chiede "le foto del sabato" e non tutte.
L'archivio dell'app è l'unica casa di quelle foto. Gli eventi che non hai ancora consegnato da nessuna parte portano un contrassegno nell'elenco e una riga sopra la griglia, che sparisce da sola quando li salvi. Nessun promemoria assillante: solo il ricordo che finché stanno solo lì, stanno in un posto solo.
Foto e video hanno anteprima immediata e riproduzione a tutto schermo, per il controllo veloce mentre sei ancora sul posto.
L'importazione dal rullino porta quei contenuti dentro l'evento, con la data vera dello scatto: una foto di sabato finisce fra quelle di sabato, non fra quelle di oggi, e nel reels resta al suo posto nel racconto. La foto arriva com'era, senza essere ricompressa. È l'unico momento in cui l'app tocca l'app Foto, e lo decidi tu.
La fotocamera
Trovi la combinazione giusta una volta sola: alla riapertura ritrovi modalità, qualità, proporzioni, zoom, flash e griglia esattamente come li avevi impostati.
Si passa da una all'altra senza uscire dall'evento. L'azione principale resta sempre la stessa: scattare qui, ora, dentro questo lavoro.
modalità · flash auto/on/off · griglia
Sul mirino, sotto i comandi, c'è la targhetta con il nome dell'evento aperto. Alla decima ora di lavoro non devi ricordartelo: è scritto lì, e lì finiscono le foto.
targhetta sempre in vista · contatore degli scatti
Qualità massima o standard, formato JPEG o HEIF, proporzioni 4:3 o 16:9. Per i video scegli fra i preset che l'iPhone collegato offre davvero, indicati come 4K · 60 o 1080p · 30 — fino a 4K a 120 fotogrammi dove il telefono ce li ha. Le alte velocità vivono solo sulla fotocamera principale: l'app ci passa da sola e torna indietro quando scegli un'altra qualità.
JPEG · HEIF · 4:3 e 16:9 · fino a 4K a 120 fps
Non solo i tre obiettivi: anche i ritagli a piena risoluzione del sensore, quelli che nell'app Fotocamera sono il 2× e l'8×. L'1× inquadra esattamente come il suo 1×, e da un valore all'altro l'immagine ci scivola invece di saltare. Compaiono quelli che il tuo iPhone offre davvero con la qualità scelta, più lo zoom a due dita. L'ultimo valore usato resta pronto alla riapertura.
0,5× · 1× · 2× · 4× · 8× · pinch
L'anteprima ha le proporzioni del file — 4:3 o 16:9 — invece di riempire il display tagliando i lati. Niente sorprese al momento di guardare la foto: nel mirino c'è già tutto quello che finisce nella cartella dell'evento.
anteprima 4:3 o 16:9 · nessun ritaglio nascosto
Tocchi quello che serve e lo condividi con il foglio di sistema, o lo elimini in blocco. "Seleziona tutto" prende quello che stai guardando — se hai aperto una sola giornata, prende quella — e con un tocco si torna indietro. Eliminando sparisce anche l'anteprima: nessun residuo sul telefono.
seleziona tutto · deseleziona · condividi · esporta · elimina
Apri il video, stringi le due maniglie sulla striscia dei fotogrammi e scegli se tenere quel pezzo o buttarlo. Il taglio può prendere il posto dell'originale o affiancarglisi come clip nuova: in tutti e due i casi resta dentro l'evento.
tieni o elimina · sostituisci o salva a parte
La cartella dell'app compare nella condivisione documenti dell'iPhone: colleghi il telefono e prendi gli originali, senza convertire niente.
File Sharing · originali intatti
Crea, rinomina, elimina. Eliminando un evento spariscono la sua cartella e tutti i suoi contenuti, senza lasciare pezzi in giro.
crea · rinomina · elimina
Reels
Tu scegli il brano e la durata — da un minuto a dieci — e al resto pensa l'app. Un brano MP3, M4A o WAV da File o iCloud Drive, ed EventCam lo studia prima di montare: dove batte il tempo, qual è l'"uno" della battuta, dove entra il ritornello, dove cade il drop. Poi guarda dentro le riprese e sceglie i tratti buoni. Il risultato è un verticale 1080 × 1920 dove gli stacchi cadono sui momenti della canzone, non ogni tot secondi. Senza musica resta l'audio originale dei video.
Giorno 1 · partenza
e qui la piazza era già piena
00:42 / 01:30
◆ 44/44 stacchi a tempo · scarto 8 ms · 96 BPM
Scorri di lato: qui c'è tutto quello che fa l'app
Non solo i battiti al minuto. Riconosce l'"uno" della battuta guardando la cassa e non il rullante, gli accenti forti, i cambi di sezione e i drop — e sa se il brano è calmo, ritmato o travolgente.
Nell'introduzione le inquadrature restano lunghe, nel ritornello si accorciano fino a mezzo secondo, e sui cambi di sezione lo stacco è obbligatorio. Un montaggio che cambia a ogni battito non è a tempo: è nervoso.
Guarda dentro i video: nitidezza, esposizione, quanto la camera è ferma, se c'è qualcuno in campo. Salta i secondi in cui stavi ancora inquadrando e prende il tratto migliore — e a ogni passaggio un momento diverso.
Si parte dalla prima ripresa girata e si finisce sull'ultima, senza saltare avanti e indietro. Il reels non è una vetrina dei momenti più belli: è la giornata come si è svolta.
Il taglio netto è la regola. Una dissolvenza sul cambio di sezione, una sbiancata sul drop: e sono centrate sullo stacco, così il momento di massimo effetto cade insieme alla musica invece che un istante dopo.
Nel pannello Analisi trovi la forma d'onda del brano con sopra i drop, i tagli scelti e lo scarto in millesimi di ogni stacco. Se qualcosa non torna, si vede da lì invece di doverlo indovinare.
Prima di salvare togli un'inquadratura o la accorci. Il montaggio viene ricostruito, non tagliato: la musica si ridistende e gli stacchi restano dove il ritmo li vuole.
Titoli e didascalie liberi sullo schermo: posizione, larghezza, carattere, colore, allineamento e come entrano in scena.
Registri il commento guardando il montaggio, e puoi metterlo in pausa: si fermano insieme voce e video, e insieme ripartono dal punto giusto. La musica si abbassa quando parli, e la registrazione originale non viene mai toccata.
La stanza che ronza, il fruscio del microfono, il traffico fuori: l'app misura di che colore è quel rumore e lo toglie da ogni istante, anche mentre parli. Non è un cancello sul volume — quello, per far sparire il fruscio, portava via anche le parole dette piano.
Alzi la voce, abbassi la musica, sposti una dissolvenza: cambia mentre il video sta suonando, senza fermarsi e senza rimettere play. E quando i livelli sono automatici ti dice i numeri che ha scelto, così capisci perché suona così.
Un cursore decide quanto si sente il montaggio nell'orecchio mentre incidi la voce: alto con gli auricolari, quasi a zero a mani libere, così il microfono non riprende la musica dall'altoparlante. Si muove a registrazione avviata e il volume cambia subito.
La registrazione viene ascoltata sul telefono e diventa battute brevi, spezzate dove respiri e dove finisce la frase. Ogni battuta tiene l'istante in cui quelle parole sono state dette: non è una divisione a occhio della durata.
Carattere, formato, colore del testo e dello sfondo, allineamento, maiuscolo, dimensione e posizione: li trascini sul video e si spostano tutte le battute insieme. Sposti la voce, la tagli o ne cambi la velocità, e i sottotitoli la seguono. Le battute si aggiungono anche a mano, e a fine frase se ne vanno in dissolvenza.
Il cursore della durata arriva a dieci minuti: un matrimonio, una gita di tre giorni o un cantiere non stanno in novanta secondi. Le regole non cambiano — ordine di ripresa, stacchi sulla musica — cambia solo quanto racconto ci sta dentro.
Un montaggio non può durare più di quello che hai ripreso. Scegliendo la durata l'app somma le riprese scelte e avvisa quando non arrivano: meglio un reels più corto che le stesse inquadrature rimesse due volte. Il brano invece può essere corto — riparte da solo dal punto che hai scelto.
Più riprese e più minuti vogliono dire più lavoro: la preparazione studia il brano e guarda dentro ogni clip, il salvataggio scrive il file. Un reels lungo può prendere qualche minuto, con la barra che avanza — lo schermo resta acceso e basta lasciare l'app davanti.
Il percorso completo
Dieci schermate dell'app, nell'ordine in cui le incontri davvero: si crea l'evento, si riprende, si scelgono le riprese, il brano e la durata, e nella sala di montaggio si sistemano inquadrature, scritte e voce. Solo l'ultimo passaggio scrive il file.
Scorri di lato per vedere tutti i passaggi
PASSAGGIO 01
Il più in alto a destra, e basta il nome. Da quel momento esiste una cartella tutta sua, e ogni cosa che scatterai da dentro finirà lì. Il nome si può cambiare quando vuoi: i contenuti restano legati all'evento, non al testo.
PASSAGGIO 02
Il pulsante in basso apre la fotocamera dentro l'evento: foto e video finiscono lì, non nel rullino. Quello che riprendi si ordina da sé per giornata, con il conto dei video e l'ora della prima e dell'ultima ripresa. La striscia arancione ti ricorda che l'evento non è ancora uscito dal telefono.
PASSAGGIO 03
Un tocco sui tre puntini e l'evento si apre in sei voci: rinomina, selezione dei contenuti, esportazione, l'archivio ZIP per il Mac, l'importazione dal rullino e "Crea reels con musica", che è la porta del montaggio.
PASSAGGIO 04
Primo di tre passi: decidi quali video dell'evento entrano nel racconto, spuntandoli o togliendoli dalla griglia. E se avevi lasciato un montaggio a metà, in cima trovi la scheda per riprenderlo da dov'era — con le registrazioni e le scritte che ci avevi già messo.
PASSAGGIO 05
Un file audio preso da File o da iCloud Drive: MP3, M4A o WAV. I brani protetti di Apple Music non si possono usare. Se preferisci, si va avanti anche senza musica: resta l'audio originale delle riprese.
PASSAGGIO 06
Da un minuto a dieci: il pezzo breve per i social o il filmato completo della giornata. Sotto al cursore c'è quanto girato hai scelto, così vedi subito se basta. La durata finale si assesta sulla battuta più vicina, perché il montaggio finisce in musica.
PASSAGGIO 07
Il reels è già montato: qui lo guardi e lo correggi. Quella venuta mossa la togli, quella bella la allunghi, una la sdoppi. Di ogni inquadratura puoi accendere l'audio originale e dosarne il volume — la musica si ritira da sé sotto quella clip. Ogni modifica rimonta tutto: gli stacchi tornano dove il ritmo li vuole.
PASSAGGIO 08
Porti la testina dove ti serve e aggiungi la scritta lì. Poi la trascini sul video per metterla dove vuoi e la allarghi con due dita. Carattere, formato, colore, allineamento: quello che vedi nell'anteprima è esattamente quello che finisce nel filmato.
PASSAGGIO 09
Porti la testina dove vuoi cominciare, premi il pulsante rosso e dopo tre, due, uno il video parte insieme al microfono. Un cursore decide quanto senti il montaggio mentre parli. Accanto, la linguetta Sottotitoli fa scrivere al telefono quello che hai detto, battuta per battuta, con i tempi delle parole.
PASSAGGIO 10
"Crea reels" è l'unico passaggio che scrive un file: inquadrature, transizioni, musica, audio originale, voce e scritte vengono incisi in un verticale 1080 × 1920. Finisce nel filtro "Video finale", accanto al girato ma non mescolato con lui, e il progetto resta salvato per farne una seconda versione.
Le schermate qui sopra sono fotografie dello schermo di un iPhone, prese da EventCam 1.2.9 con eventi e riprese veri. La fotocamera funziona solo su un iPhone reale, non nel simulatore.
Consegna
"Invia al Mac (ZIP)" prepara l'evento intero già diviso per giornata, con i nomi costruiti su nome evento, data e ora. Arriva via AirDrop e si apre così com'è.
Domande rapide
No, ed è il motivo per cui l'app esiste. Quello che scatti con EventCam viene salvato solo nell'archivio dell'evento. Se un contenuto ti serve anche nel rullino, lo esporti tu quando lo decidi.
Sparisce anche l'archivio locale, come per qualunque app. Per gli eventi importanti usa "Esporta tutto" o lo ZIP e tieni una copia su Mac, disco esterno o iCloud Drive.
No. Serve a chiunque produca tante foto legate a un contesto preciso: eventi, viaggi, lavori in corso, sopralluoghi, gite scolastiche, feste di famiglia.
No, e non devi nemmeno scegliere le clip: l'app studia il brano, guarda i video dell'evento e monta da sola, in ordine di ripresa — le foto per ora non entrano nel reels. Ti servono solo brano e durata, da un minuto a dieci: si va dal pezzo breve per i social al filmato completo della giornata, se le riprese bastano. Poi, se vuoi, togli un'inquadratura, aggiungi una scritta e registri due frasi di voce — e i sottotitoli di quello che hai detto li scrive l'app.